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Marisa Iamundo Decumis | Passione Antropologia

La mia passione per gli usi e costumi tradizionali del popolo sardo in genere, e nello specifico per le tradizioni legate al mondo contadino e alla raccolta del grano, alcune vive e vegete ancora oggi giorno, legate  spesso a riti e credenze tra sacro e profano, inizia dalla mia esi di Laurea:

Avevo avuto la fortuna di avere come relatore il famoso antropologo Alberto Maria Cirese, allora docente di Tradizioni Popolari all’Università di Cagliari, il quale, una volta laureata, mi ha spinta a continuare studi e ricerche nell’ambito specifico della panificazione sarda.

Quindi nasce e si sviluppa l’interesse e la curiosità per il mondo del pane, per la sua importanza nella vita quotidiana e nelle festività del ciclo agricolo e pastorale (semina, mietitura, trebbiatura, raccolto, etc.) e nei riti ad esso legati: già da allora, la panificazione tradizionale, pur essendo ancora praticata stava perdendo molte delle sue peculiarità e l’agricoltura e la pastorizia stesse stavano cominciando la loro parabola discendente nell’economia di sostegno sarda.

Quindi, col tentativo di documentare e riportare alla memoria gli esemplari più rappresentativi della panificazione tradizionale sarda (un’eccellenza non riscontrabile in nessun’altra regione italiana ed europea in quanto a ricchezza e varietà di esemplari), inizia una lunga ed appassionante ricerca, partita dal Marghine e poi estesa a tutto il territorio regionale, con finalità di contestualizzare e comprendere l’importanza del pane in Sardegna  e catalogarne almeno gli esemplari più rappresentativi.

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